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 Gianni Infantino rieletto presidente Fifa, l’incarico fino al 2023

Gianni Infantino rieletto presidente Fifa, l’incarico fino al 2023

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Gianni Infantino è stato rieletto a Parigi presidente della Federazione internazionale di calcio (Fifa). Resterà in carica fino al 2023. Infantino era l’unico candidato a succedere a se stesso e quindi i 211 membri del Congresso non hanno proceduto a una votazione ma è stata sufficiente un’acclamazione. L’incarico affidato a Infantino era stato avviato nel 2016, successivamente agli scandali che avevano travolto Sepp Blatter.

Il discorso di Infantino, le sue parole davanti ai membri del Congresso sono state senza alcun filtro. Ma prima, il ricordo di Lennart Johansson, l’ex presidente dell’Uefa dal 1990 al 2007, l’89enne svedese che venuto a mancare la scorsa notte dopo una lunga malattia. “Nessuno più parla di crisi – ha detto Infantino -, la Fifa si è trasformata da un’organizzazione ai limiti del criminale a quel che dovrebbe essere, un’entità che favorisce lo sviluppo del calcio e sinonimo di onestà, qualità, professionalità e diritti umani“.

Nella Fifa non c’è più spazio per la corruzione“, ha sottolineato ancora Infantino. Una frase figlia delle riserve economiche della Federazione che, da quando è entrato in carica nel 2016, si sono triplicate, passando da 1 a 2,75 miliardi di dollari. “Certo, io non sono per niente oggettivo, sono totalmente soggettivo. Anche io non sono stato perfetto, ho commesso degli errori“.

Ma di cose belle, in questi anni, ce ne sono tante. Si pensi, come ha rimarcato lo stesso il neo presidente Infantino, “al Mondiale più bello di sempre, in Russia, in un Paese considerato violento e burocratico, e che invece ha dato dimostrazione di organizzazione e accoglienza“. Poi ancora “il Mondiale per club a 24 squadre in arrivo dal 2021. E l’introduzione del Var che non cambia il calcio ma lo aiuta e lo rende più pulito“. Così come, ha concluso Infantino, “le donne nell’amministrazione Fifa“.