Home 
Il personaggio
 Il ginnasta “bullizzato”, la rivincita di Dominick Cunningham

Il ginnasta “bullizzato”, la rivincita di Dominick Cunningham

84
0
Gymnastics - European Championships Glasgow 2018: Day Eleven
GLASGOW, SCOTLAND - AUGUST 12: Dominick Cunningham of Great Britain pose for a photo with his gold medal after winning the Floor Exercise Men's Gymnastics Final on Day Eleven of the European Championships Glasgow 2018 at The SSE Hydro on August 12, 2018 in Glasgow, Scotland. This event forms part of the first multi-sport European Championships. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

Mi chiamavano gay perché faccio uno sport da ragazze”. In sostanza, bullizzato perché innamorato della ginnastica artistica. La storia dell’inglese Dominick Cunningham sembra essere tanto attuale quanto già sentita. Sì, perché l’atleta 23enne, già campione europeo di corpo libero, non ha avuto vita facile. Soprattutto a scuola. “Dicevano che ero una ballerina – ha sottolineato Cunningham in un’intervista rilasciata alla BBC – e in più occasioni sono stato umiliato. Tornavo a casa in lacrime”. Se si considera che ai tempi il britannico non aveva nemmeno dieci anni, si può intuire quanto sia stato complicato scegliere di continuare a vivere un sogno. Questo perché la soluzione più facile, più semplice per evitare le continue umiliazioni, era quella di mollare tutto e dedicarsi a un altro sport. Magari il calcio, che pratica la stragrande maggioranza dei ragazzi britannici (e che piace, comunque, anche a Cunningham), o comunque uno sport di contatto. Una storia che ricorda quella raccontata nel film “Billy Elliot”, in cui un ragazzino appassionato di danza classica doveva fare i conti con i pregiudizi della gente e la ritrosia del papà che, per il figlio, aveva pensato invece alla boxe.

Per lo stesso motivo, per il bullismo subito e le incessanti vessazioni, Dominick non voleva più allenarsi. La sua fortuna, le sue spalle forti, prima ancora dei muscoli arrivati con la crescita e l’allenamento costante, sono stati i genitori. Gli hanno detto di non mollare, di essere forte. Sostenendolo anche economicamente e, perché no, facendogli prendere parallelamente qualche lezione di pugilato. Un consiglio che Cunningham ha seguito alla lettera, andando avanti per la propria strada, senza inciampare in quelle continue umiliazioni. Fino a svilupparsi anche fisicamente, a mettere su quei muscoli che gli hanno permesso di respingere i bulli che lo hanno circondato per troppo tempo. Fino a diventare famoso, a eccellere in uno sport che nelle scuole non era così conosciuto, ai tempi, complice anche la scarsa programmazione in tv di questa disciplina.

Ed è proprio dalle scuole che oggi è ripartito l’atleta inglese. Sconfitti tutti i pregiudizi, tra un allenamento e una competizione a livello internazionale, gira per le scuole del Regno Unito, raccontando la sua storia. Affinché possa essere da esempio per quei bambini che, per i più svariati motivi, rischiano quotidianamente di essere bullizzati, emarginati. Quindi il consiglio, per tutti quei ragazzi: “Non ascoltate nessuno all’infuori di voi stessi”.